Quindici professioniste del wedding a confronto sul lago di Como

L’evento firmato Italy Inspires per il networking accende i riflettori sull’importanza dell’imprenditoria femminile e sull’eccellenza del made in Italy.

– E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade. (Oriana Fallaci)

Si è svolto sullo splendido lago di Como l’evento Dreaming of the lake organizzato da Italy Inspires nella persona di Andrea Naar Alba, una tre giorni dedicata al mondo dell’organizzazione eventi di lusso e che ha visto riunirsi quindici affermate wedding planner in una suggestiva location, il Grand Hotel Tremezzo, l’esclusivo albergo a cinque stelle inaugurato nel lontano 1910 e tuttora elegante edificio di straordinaria bellezza, situato proprio sulle sponde del lago. Si fa presto a dire “top wedding planner”, “le quindici migliori d’Italia”, ma chi sono le professioniste che si sono ritrovate per questo importante meeting? Fra le altre, Cira Lombardo, Giorgia Fantin Borghi, Monia Re, Silvia Galli, Alice Fognani, Silvana Di Niso, Sara Carboni, Alessia Santa, Andrea Naar Alba, Sara Pietrelli, Monica Balli, Roberta Torresan e Anna Frascisco, donne che hanno saputo investire nelle proprie capacità e competenze, facendo della passione e dell’amore per il proprio lavoro la carta vincente, e che sono riuscite a farlo in una società non ancora aperta alle pari opportunità, soprattutto nel mondo del lavoro.

Focus principale dell’evento quello sui destination wedding, vale a dire i matrimoni organizzati in Italia per sposi stranieri provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta di un fenomeno in ascesa, un business in crescita sotto molti punti di vista e non solo in positivo, poiché se cresce la domanda, senza dubbio aumenta anche l’offerta, tanto che a volte si ha l’impressione di avere più wedding planner che wedding, più organizzatori che eventi. Si fa fatica a definire i confini, a capire chi fa cosa, ma il mondo del wedding non è solo favola, è imprenditoria. Un’imprenditoria, tra l’altro, prevalentemente femminile e grazie alla quale si potrebbero risollevare le sorti di un intero Paese.

Chi scrive si occupa di giornalismo, non certo di economia, ma è indubbio che chi organizza grandi eventi di lusso, e non parliamo solo di matrimoni, ma anche di manifestazioni pubbliche, eventi aziendali, show e party a tema, abbia bisogno del supporto di professionisti nei più disparati settori, dal flower design all’industria tessile, dalla tipografia all’oggettistica, dalla sartoria alla ristorazione e chi più ne ha più ne metta. E se si considera che sempre più sposi stranieri scelgono l’Italia come destinazione perfetta per le loro nozze, grazie alla varietà geografica, alla storia, alle bellezze artistiche e paesaggistiche, diventa fondamentale interrogarsi sul modo migliore di incrementare lo sviluppo di questo settore così produttivo.

Come agire? Credo che la risposta sia tanto semplice da immaginare, quanto difficile da attuare nel nostro Paese, giacché servirebbe sostenere gli imprenditori, non solo per la crescita del privato, ma per il bene collettivo, per muovere moneta, incrementare il turismo e per valorizzare il territorio, le tradizioni e le caratteristiche locali e nazionali. In che modo? Tutelando la categoria, definendo i ruoli, le competenze, la professionalità, promuovendo la formazione teorica e l’esperienza sul campo. Non tutti sanno, infatti, che ad oggi non esiste alcun albo per questa professione, né alcuna certificazione ufficiale che garantisca la riconoscibilità della formazione. Così, quindici donne, quindici imprenditrici, si sono riunite per discutere di questi e altri argomenti riguardanti il mestiere del wedding planner, in una località, tra l’altro, capace di rappresentare al meglio il concetto di bellezza italiana, un’area turistica di lusso ai piedi delle Prealpi e con paesaggi spettacolari famosi in tutto il mondo.

Decine di ville storiche, luoghi incantati dove organizzare grandi eventi da favola, ma anche rifugi privati in cui trovano pace e tranquillità celebrities internazionali. L’evento si è così svolto:

Day one. Per le ospiti, pranzo al T Bar del Grand Hotel, visita guidata alla scoperta degli spezi dell’albergo, i cui arredi, sale e concept rappresentano un vero e proprio pezzo, lungo oltre un secolo, della storia italiana. A seguire, percorso benessere e networking. Per la cena, il raffinato menù del maestro Gualtiero Marchesi, recentemente scomparso, illustre contributor del ristorante La Terrazza al Grand Hotel Tremezzo, anche in questo caso, un esempio perfetto delle eccellenze italiane tanto care agli sposi e, in generale, ai turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Day two. Gita in barca alla scoperta delle straordinarie bellezze del lago e delle sue ville, fra le quali Villa d’Este, Villa Carlotta e Villa del Balbianello e, sì, abbiamo potuto ammirare anche la residenza privata di George Clooney, impossibile resistere dall’urlare “Where are you, Georgeee?”. A seguire, wine tasting e cooking classes, pranzo e ancora networking. A conclusione del secondo giorno, la special dinner Dreaming of the lake, per la quale è stata riprodotta un’ambientazione da bosco incantato all’interno della spettacolare Villa Sola Cabiati, un edificio cinquecentesco di eccezionale bellezza, la cui gestione è stata recentemente acquisita dalla famiglia De Santis, proprietaria anche del Grand Hotel.

Day three. Visita all’azienda produttrice di seta Mantero 1902, con una tradizione centenaria emblema dell’artigianato di lusso e che si tramanda da quattro generazioni nella famiglia Mantero. Ancora una volta, un tour alla scoperta di un’eccellenza tutta italiana, durante il quale le wedding planner hanno potuto sperimentare in prima persona la fase di colorazione dei tessuti di grande pregio.

Cosa è emerso da questa esperienza? L’agevolazione delle interazioni sul territorio e la tutela delle imprese devono essere obiettivi primari per lo sviluppo di un’identità nazionale forte, capace di dare prestigio non solo alle singole realtà locali già note, come appunto il lago di Como, ma a un’Italia unita e ben presente sul panorama internazionale, al fine di incrementare anche il turismo nel nostro Paese. Alla realizzazione di questo evento hanno contribuito importanti aziende del lusso, che rappresentano perfettamente gli altissimi standard qualitativi del made in Italy e che possono essere promotrici di un’importante quanto necessaria affermazione italiana sul mercato internazionale. Spesso si commette l’errore di pensare all’organizzazione di matrimoni come a un’attività fatta esclusivamente di fiori, fiocchi e nastri rosa, di dettagli superficiali e di poco conto, ma si tratta di un’idea molto lontana dalla realtà e le quindici professioniste riunitesi presso il Grand Hotel Tremezzo lo hanno ampiamente dimostrato.

Ph: Varna Studios.

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