Matrimonio regione per regione: tradizioni e superstizioni in Piemonte

Ogni regione ha le sue tradizioni in fatto di matrimonio. Scopriamo insieme quali sono, partendo dal Piemonte.

Iniziamo il tour in giro per l’Italia alla scoperta delle tradizioni, delle usanze, delle curiosità in fatto di matrimoni.

La prima regione che trattiamo è il Piemonte.

Mercoledì? No grazie!

Pare che in Piemonte ci si possa sposare tutti i giorni, eccetto il mercoledì. Un vecchio detto recita “Sposa mercolina, anche tra cento non ne indovina”. Certo, è solo un detto, ma sicuramente la nonna storcerebbe il naso, e poi… non si sa mai… se credete alle tradizioni e alle superstizioni popolari, sarà meglio scegliere un altro giorno!

Le tradizioni nelle Valli di Lanzo

Ci sono poi tradizioni legate a territori specifici, dove è sempre stata molto forte e sentita la cultura popolare. Nelle Valli di Lanzo (provincia di Torino), per esempio, ci sono dei piccoli riti legati al matrimonio e siamo certi che in qualche famiglia tradizionalista ancora oggi vengano rispettati.

Il primo è “l’Arco della Sposa“: le future vicine di casa della coppia costruiscono un arco di fiori e nastri, due dei quali sono annodati in modo da impedire il passaggio, sopra l’ingresso dell’abitazione dei neo sposi. Sarà compito della suocera della sposa districare il nodo per permettere agli sposi di entrare. Pare sia di buon auspicio per una vita matrimoniale serena e feconda.

C’è poi il cosiddetto rito “degli ex” o della Barna: gli amici degli sposi, la notte prima delle nozze, tracciano con della segatura la strada che porta dalla casa delle rispettive famiglie (dove vivono e dormono i futuri sposi), alle case degli “ex” fidanzati. La segatura servirà ad asciugare le lacrime di chi è stato respinto. Se poi la storia finita è stata lunga e la rottura sofferta, di fronte alla casa dello/a “sfortunato/a ex” viene lasciato un ceppo (such), ad indicare che quella persona è stata “lasciata in tronco” (I l’lassie en such).

ph. Ciro Caruso Fotografo

La comunità Walser

In Piemonte (come anche in Valle d’Aosta), si trova una popolazione di origine germanica conosciuta come comunità di Walser che continua a mantenere intatte antiche tradizioni.

 

Tra i riti legati al matrimonio c’è quello di sbarrare la strada agli sposi che si dirigono in chiesa, costruendo quello che loro chiamano “ciupu”, ovvero uno steccato, tradizione legata alle rivalità tra borgate.

Un’altra usanza è quella di trovare bambini posizionati lungo la strada che gli sposi percorrono per raggiungere la chiesa, con bastoni di legno e fazzoletti e un cesto: la coppia, lungo il tragitto, dovrà riempire i cesti con dei confetti, come un pegno da pagare per la ragazza che la comunità “perde” dopo il matrimonio.

Inoltre, fino a poco tempo fa, gli sposi si vestivano in abiti tradizionali per le loro nozze.

ph. Pasquale De Luca Fiori

Detti popolari

Tra i detti popolari piemontesi citiamo:

  • La fomna sgnora a cata chi a la maria. Ovvero “la donna ricca compra chi la sposa”;
  • La maremadòna a s’arcòrda mai ch’a l’è dcò stàita nòra. Ovvero “la suocera non si ricorda mai che è stata nuora”.

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