Dal ricordo della nonna ai live show per i grandi matrimoni, tutto comincia da alcune ricette ricevute in dono. Poi arrivano lo studio, i viaggi, tre anni a Parigi e un ritorno inatteso in Italia. Il percorso della pastry chef Nancy Sannino attraversa luoghi, incontri e trasformazioni. Fino alla nascita di Celestina, dove una memoria personale si trasforma in una visione profondamente contemporanea della pâtisserie e il gusto torna al centro della bellezza.
«La pasticceria è fatta anche di eredità invisibili: un gesto imparato osservando, una ricetta ricevuta in dono, un profumo che improvvisamente ci riporta a casa.» Per Nancy Sannino, questa eredità ha il profumo del Pan di Spagna appena sfornato, la delicatezza della crema e l’aroma del burro. La sua passione nasce proprio da qui: dai ricordi della cucina di casa e dai gesti osservati da bambina, diventati nel tempo una vocazione, poi un mestiere.
Da una passione a un mestiere
Prima della pasticceria, nella vita di Nancy c’è la danza. La pratica a livello agonistico e sogna di farne una professione, finché alcuni problemi di salute la costringono a lasciare quel percorso. È in quel momento che sua nonna le trasmette le prime ricette della tradizione napoletana, aprendo quasi senza saperlo una strada nuova. La danza, però, sembra non abbandonarla del tutto. Qualcosa di quella grazia, della ricerca dell’equilibrio e dell’armonia del movimento riaffiora oggi nelle sue creazioni: nelle proporzioni, nella leggerezza dei volumi, nella precisione quasi coreografica di un dettaglio.
Nancy ama preparare dolci per la famiglia e, a diciotto anni, si regala la sua prima planetaria. È un dettaglio piccolo soltanto in apparenza: uno di quegli oggetti che, riletti molti anni dopo, finiscono per assomigliare all’inizio di una storia. La passione cerca la tecnica senza perdere l’emozione da cui era nata. Arrivano lo studio, la formazione, le esperienze lontano da casa, fino a CAST Alimenti e all’incontro, come racconta Nancy, con l’insegnamento di Iginio Massari.
Parigi, un nuovo sguardo sulla pâtisserie
Poi arriva Parigi. Nancy vi resta tre anni, abbastanza perché il suo sguardo sulla pasticceria cambi profondamente. La Ville Lumière le insegna soprattutto a guardare. Le pâtisserie sembrano boutique, quasi gioiellerie; il dolce dialoga con la vetrina, il packaging con l’identità della maison, la materia con l’immagine. L’esperienza nell’universo di Galeries Lafayette Gourmet e il confronto con la pâtisserie di Yann Couvreur le mostrano quanto gusto ed estetica possano appartenere allo stesso racconto.
Nancy fa suo questo nuovo linguaggio estetico senza mai tradire la propria identità italiana, fondata sulla sostanza dei sapori, sulla qualità della materia prima, sulla leggerezza delle creme e sulla fragranza delle sfoglie. Il gusto resta italiano; lo sguardo impara a parlare il linguaggio della moda.
La nascita di Celestina Pasticceria
Quando nel febbraio 2020 Nancy torna in Italia, quello che sarebbe dovuto essere un soggiorno temporaneo cambia improvvisamente direzione. Pochi giorni dopo, l’arrivo della pandemia e il lockdown fermano il Paese e rendono impossibile il ritorno a Parigi. Quella che doveva essere una breve parentesi diventa così un ritorno inatteso.È in quel momento che Nancy decide di rilevare una pasticceria in chiusura a Pollena Trocchia (Napoli), suo paese di origine: nasce così CELESTINA PASTICCERIA.
Quella che era cominciata molti anni prima quasi in punta di piedi, tra i dolci preparati per la famiglia e una prima planetaria acquistata a diciotto anni, cresce fino a diventare un marchio riconosciuto a livello nazionale, chiamato a firmare creazioni per eventi e matrimoni in tutta Italia, anche per personaggi noti e volti dello spettacolo. Una distanza enorme separa quella cucina domestica dalle grandi wedding cake di oggi; eppure, nel modo in cui Nancy pensa la pasticceria, qualcosa sembra essere rimasto intatto: il desiderio che dietro la bellezza ci sia sempre qualcosa di autenticamente buono.
Tutto ciò che ha raccolto fino a quel momento — le radici napoletane, la disciplina della formazione, i viaggi, Parigi — trova finalmente un luogo in cui diventare un linguaggio personale. Non è la fine del viaggio. È il momento in cui quel viaggio comincia ad avere una voce propria.
Celestina: quando il gusto incontra lo stile











